Et voilà nel dagherrotipo Mme e Mr Curie con il loro sorriso radioattivoUn disco cui Mollica non dedicherà mai attenzione. Sbagliando, ovviamente. Un piccolo gioiello della nostra musica, tanto vituperata ma capace ancora di dare grandissimi slanci di vitalità.
L’ultima prova in studio di Giorgio Canali e dei suoi fedeli Rossofuoco è un album di rabbia, composto di immagini e istantanee capaci di rievocare sentimenti sempre in bilico tra forza e disillusione. Fotografie da cui siamo stati cancellati, attraverso i tagli di forbici spietate e da trucchi diabolici del Photoshop, che reclamano ancora a gran voce la nostra presenza. E ancora, canta che ti passa, ritratti di piccola umanità inerte, sempre pronta a venerare nuovi oggetti di devozione.
Dopo dieci anni dal suo primo album solista, Giorgio Canali continua la sua indagine su un mondo in perenne movimento, che continua a dirsi in evoluzione ma incapace davvero di smuoversi dal proprio monotono solco.
Nostra signora della Dinamite esce quasi in contemporanea con il nuovo e conclusivo capitolo della saga dei PGR, presentando il proprio autore in un felice stato di grazia, dopo un anno carico di concerti e di Luci della Centrale. Un disco elettrico e vibrante, ricco di forte spinta emotiva, carico di ballate che aprono la strada al clamore elettrico delle chitarre, sempre taglienti, come la voce di Giorgio pronta a scaricare il proprio impeto intonando la propria cruda e furente visione del mondo, spesso fatta di sogni sbiaditi e ricordi impressi nella memoria.
Una preghiera - atea - indirizzata a tutti coloro che pretendono ancora, nonostante tutto, di impressionare la pellicola.











