giovedì 19 febbraio 2009

Cold hearted man

Un breve omaggio per un grande rocker che ha influenzato moltissimo il mio piccolo mondo sonoro.

Ventinove anni fa moriva Bon Scott, una icona dalla voce graffiante da scozzese emigrante, tatuaggi da vero duro e umorismo da scaricatore di porto.
L’avventura ebbe inizio con la bubblegum music dei Valentines, poi il periodo hippy nei Fraternity, e infine con i lillipuziani fratelli Young, prima come autista tuttofare, in seguito come cantante, uno dei più carismatici che l’Australia abbia mai potuto vantare. Quindi il più classico dei clichè rock: la folle corsa termina a Londra sul sedile posteriore di una Renault 5, lasciato lì a smaltire una sbronza colossale dopo una notte di eccessi.

Poco dopo la sua morte, gli Ac/Dc entravano nella storia della musica con il proprio album nero, il disco hard rock più venduto di tutti i tempi.
Ride On.

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