JULIE’S HAIRCUT 17/02/2009 MAGNOLIA – MILANOSeguo i Julies da diverso tempo, senza mai riuscire a vederli dal vivo. L’occasione finalmente si è presentata martedì 17 febbraio, per la tappa milanese del tour di supporto all’ultimo nuovissimo album, Our Secret Ceremony.
La serata è di quelle davvero fredde, e un po’ di me, reduce dall’influenza, è rimasto a casa in pantofole (vestaglione di flanella, birra gelata e rutto libero) a seguire le gesta degli Afterhours al loro debutto sanremese. Solo al mio rientro sarò consapevole della loro prima immediata eliminazione. Il naturale processo direi..
I Julies invece hanno dalla loro il pubblico delle grandi occasioni, dapprima silenzioso, poi pienamente coinvolto e partecipe alle sperimentazioni della band. I brani proposti sono praticamente tutti del nuovo album, lunghe cavalcate in territori rock ricchi di contaminazioni sonore, una sorta di moderni, e altrettanto lisergici, Grateful Dead. L’apertura è affidata all’ipnotica Sleepwalker, già singolo in free download come antipasto del nuovo lavoro. L’impatto del brano dal vivo è forse ancora più potente che su disco, coinvolgente ed efficace, riesce perfettamente nel compito di introdurci nella liturgia segreta dei Julies.
Dei vecchi brani noisepop, che ho eletto a personali inni generazionali, non viene fatta alcuna menzione. Senza farne rimpiangere l’assenza in scaletta, il gruppo prosegue nel proprio solco di ricerca musicale in maniera ottimale, giocando sul palco con strumenti vintage e aggeggi elettronici, alternando forma canzone a lunghe dilatazioni psichedeliche e trance ipnotiche, riuscendo nel freddo locale milanese a creare un caldo vortice sonoro da cui è davvero difficile estraniarsi.
Il viaggio termina verso l’una di notte, riesco anche a scambiare due idiozie personali con Nicola. Verso casa ho ancora nella zucca la lunga caleidoscopica cerimonia cui ho assistito. Sorprendente.

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