domenica 5 aprile 2009

Cinema per le orecchie

In questo periodo di dolente latitanza dal mondo virtuale mi sembra più che giusto parlare di colonne sonore.
Mentre nelle pagine delle riviste di settore ci si continua a chiedere se il Paese sia davvero più o meno reale, il mondo di celluloide propone alcuni episodi interessanti nella ricerca delle proprie colonne sonore.

Ho inaugurato questo blog parlando proprio di musica da film e di come adesso il rapporto tra cinema e musica sia così cambiato. Probabilmente non è assolutamente un segnale di un nuovo ritorno alle colonne sonore d'autore di una volta, però mi piace pensare che sotto sotto qualcosa si stia muovendo e che il messaggio dei nostri migliori talenti possa essere veicolato anche attraverso le immagini del grande schermo. No?
I Marlene Kuntz hanno realizzato il nuovissimo brano Canzone In Prigione appositamente commissionato per la pellicola "Tutta Colpa di Giuda", il nuovo lavoro di Davide Ferrerio. Classico pezzo elegante e sofferto alla maniera dei Marlene, che accompagna la storia di Irene Mirkovic (Kasia Smutniak) alle prese con la rappresentazione della passione pasquale in un carcere dove nessun detenuto è intenzionato ad interpretare Giuda. .
Nel cast figura c'è posto anche per Cristiano Godano, nel ruolo del fidanzato cervellotico e sapiente.

La musica di "Giulia non esce la sera" di Davide Piccioni è invece affidata ai Baustelle.
Film delicato, incentrato sui disagi esistenziali e sulle solitudini umane, accompagnato dalla melodia di Piangi Roma, omaggio della band toscana alla capitale e al suo mondo retrò di dolcevita e cinecittà. Bianconi duetta con Valeria Golino, in un poetico brano definito "à la Gainsburg". Musica e immagini finalmente insieme, come profetizzato molto tempo fa:
"Baustelle si rende disponibile per colonne sonore su commissione"..

Una piccola svolta, dunque. Come già accaduto in tempi non sospetti ai sempiterni Afterhours e ancor prima ai C.S.I., Motel Connection, Mao e pochissimi altri. Una goccia.
Mi piace considerare il cinema come uno degli elementi cardine della nostra cultura pop. Credere che possa in qualche modo dare spazio ad artisti e suoni che difficilmente trovano spazio su altri canali non può far altro che bene. Ad entrambi s'intende, eh.

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