giovedì 23 aprile 2009

Nostra signora della dinamite

Et voilà nel dagherrotipo Mme e Mr Curie con il loro sorriso radioattivo

Un disco cui Mollica non dedicherà mai attenzione. Sbagliando, ovviamente. Un piccolo gioiello della nostra musica, tanto vituperata ma capace ancora di dare grandissimi slanci di vitalità.

L’ultima prova in studio di Giorgio Canali e dei suoi fedeli Rossofuoco è un album di rabbia, composto di immagini e istantanee capaci di rievocare sentimenti sempre in bilico tra forza e disillusione. Fotografie da cui siamo stati cancellati, attraverso i tagli di forbici spietate e da trucchi diabolici del Photoshop, che reclamano ancora a gran voce la nostra presenza. E ancora, canta che ti passa, ritratti di piccola umanità inerte, sempre pronta a venerare nuovi oggetti di devozione.

Dopo dieci anni dal suo primo album solista, Giorgio Canali continua la sua indagine su un mondo in perenne movimento, che continua a dirsi in evoluzione ma incapace davvero di smuoversi dal proprio monotono solco.

Nostra signora della Dinamite esce quasi in contemporanea con il nuovo e conclusivo capitolo della saga dei PGR, presentando il proprio autore in un felice stato di grazia, dopo un anno carico di concerti e di Luci della Centrale. Un disco elettrico e vibrante, ricco di forte spinta emotiva, carico di ballate che aprono la strada al clamore elettrico delle chitarre, sempre taglienti, come la voce di Giorgio pronta a scaricare il proprio impeto intonando la propria cruda e furente visione del mondo, spesso fatta di sogni sbiaditi e ricordi impressi nella memoria.

Una preghiera - atea - indirizzata a tutti coloro che pretendono ancora, nonostante tutto, di impressionare la pellicola.

mercoledì 8 aprile 2009

Una questione pubblica

La terra trema e scrivere qualcosa di semplicemente sensato mi risulta piuttosto difficile, in special modo adesso che è la mia anima irpina a chiedermi a gran voce di farlo.

Tutto sembra dire che in Italia si continua a tirare su case fatte col pongo, che gli studenti tutti sono costretti ad "audaci soluzioni abitative" per evitare affitti al limite dell'usura e che, purtroppo, in alcuni casi il paese è davvero reale.. Tutto questo mentre in tv impazza la gara, combattuta a colpi di auditel, tra le redazioni per trasmettere il servizio più straziante.

Un aiuto tangibile arriva anche dall'austero mondo delle major con una tempestività mai dimostrata in precedenza, l'iniziativa "La Musica per l'Abruzzo" è stata infatti concepita dalla nostra industria musicale per dare un rapido e concreto sostegno a chi, in questi giorni, ne ha davvero necessità. Sulla buona riuscita dell'operazione è naturalmente ancora troppo presto per parlarne.

Lodevole anche il gesto di Miss Ciccone: una generosa donazione di 500.000 sterline alla terra dei suoi nonni. A material help in a material world.

domenica 5 aprile 2009

Cinema per le orecchie

In questo periodo di dolente latitanza dal mondo virtuale mi sembra più che giusto parlare di colonne sonore.
Mentre nelle pagine delle riviste di settore ci si continua a chiedere se il Paese sia davvero più o meno reale, il mondo di celluloide propone alcuni episodi interessanti nella ricerca delle proprie colonne sonore.

Ho inaugurato questo blog parlando proprio di musica da film e di come adesso il rapporto tra cinema e musica sia così cambiato. Probabilmente non è assolutamente un segnale di un nuovo ritorno alle colonne sonore d'autore di una volta, però mi piace pensare che sotto sotto qualcosa si stia muovendo e che il messaggio dei nostri migliori talenti possa essere veicolato anche attraverso le immagini del grande schermo. No?
I Marlene Kuntz hanno realizzato il nuovissimo brano Canzone In Prigione appositamente commissionato per la pellicola "Tutta Colpa di Giuda", il nuovo lavoro di Davide Ferrerio. Classico pezzo elegante e sofferto alla maniera dei Marlene, che accompagna la storia di Irene Mirkovic (Kasia Smutniak) alle prese con la rappresentazione della passione pasquale in un carcere dove nessun detenuto è intenzionato ad interpretare Giuda. .
Nel cast figura c'è posto anche per Cristiano Godano, nel ruolo del fidanzato cervellotico e sapiente.

La musica di "Giulia non esce la sera" di Davide Piccioni è invece affidata ai Baustelle.
Film delicato, incentrato sui disagi esistenziali e sulle solitudini umane, accompagnato dalla melodia di Piangi Roma, omaggio della band toscana alla capitale e al suo mondo retrò di dolcevita e cinecittà. Bianconi duetta con Valeria Golino, in un poetico brano definito "à la Gainsburg". Musica e immagini finalmente insieme, come profetizzato molto tempo fa:
"Baustelle si rende disponibile per colonne sonore su commissione"..

Una piccola svolta, dunque. Come già accaduto in tempi non sospetti ai sempiterni Afterhours e ancor prima ai C.S.I., Motel Connection, Mao e pochissimi altri. Una goccia.
Mi piace considerare il cinema come uno degli elementi cardine della nostra cultura pop. Credere che possa in qualche modo dare spazio ad artisti e suoni che difficilmente trovano spazio su altri canali non può far altro che bene. Ad entrambi s'intende, eh.

mercoledì 1 aprile 2009

La macchina universale

"Everyone Needs Someone to Fuck?"
Un tempo forse, ora bisogna fare i conti con storie di sonnambuli, ombre ed esorcismi.Gemma del nostro panorama indie rock, i Julie’s Harcut tornano sui loro passi e propongono una nuova occasione per tuffarsi nelle loro atmosfere lisergiche dal forte sapore rétro.
La band emiliana promuove l'ottimo “Our Secret Ceremony” con cui dà il definitivo benservito alle canzoncine noise-pop-garage degli esordi in favore di un corposo e irradiante sound psichedelico.Il risultato è un vortice sonoro in continua evoluzione e dalle fonti d'ispirazione numerose: dai Grateful Dead agli Spacemen 3, andata e ritorno.